I Piatti della Memoria

Attraverso una raccolta di ricordi e di fotografie in bianco e nero, Fabio Landi racconta quando la nonna preparava frittate con uova fresche di giornata e prodotti delle terre coltivate, accompagnate da un bicchiere di vino marchigiano, all'ombra dell'Olmo Bello.

Insieme alla coltivazione dei terreni circostanti, la presenza di questo secolare patrimonio naturalistico, contribui lungamente all'economia della famiglia, che in alcuni periodi, come nel secondo dopoguerra era formata anche da 29 persone, bisnonni, nonni e figli e i figli dei figli ed altri figli ancora, tutti nella stessa casa. Fino alla nascita di Fabio, cresciuto tra i profumi ed i sapori della memoria culinaria regionale, fatta di genuinità e fantasia.

l'Olmo Bello
l'Olmo Bello

Nel 1935 l'Olmo Bello, divenuto poi per tradizione l'Olmo di Landi è stato abbattuto, forse per raggiunti limiti d'età o per insufficiente approvvigionamento di acqua dal sottosuolo, dopo oltre trecento anni di vita. Due storie iniziate in epoche diverse, a partire dal XIII secolo, che si sono incontrate ed incrociate e sostenute vicendevolmente. L'Olmo Bello ha seguito il suo lungo ciclo vitale; la famiglia Landi fino al 2005 ha abitato nella stessa casa e ancora oggi non ha interrotto il suo legame con la terra e la cucina.